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November 11
Era stata un'esibizione magistrale, per dirla in una parola.
Erano rimasti tutti stupefatti a bocca aperta di fronte ai virtuosismi incredibili di quell'uomo pesante e ricurvo, tutti allibiti davanti a quelle note meravigliosamente giuste e perfette, eppure prodotte da quel rimasuglio di strumento, da quell'oggetto così consumato da essere a malapena riconoscibile.
Eppure.
Ma io lo sapevo.
Io, che ero lì solo per lui.
Per assistere ancora una volta al miracolo di quell'uomo consunto sulla sua seggiola tarlata, che con appena un goccio di fiato è in grado di prenderti per mano e travolgerti di sensazioni e suoni e brividi e luce e eternità istanti immagini sorrisi forme tatto e turbine, soprattutto turbine...
Non era una gara, non lo era; ma tutti gli altri artisti, con i loro strumenti di ottone lucido dentro quelle custiodie blindate, con il loro impeccabile frac e quel fiore fresco all'occhiello, tutti loro, già dal primo sospiro di nota, si erano resi conto, con lucidità ineguagliabile, che quell'uomo scolorito stava facendo qualcosa di diverso dal suonare.
Non molto più tardi, camminavo al suo fianco su per quella stradina in salita che lo avrebbe riportato alla locanda. Non ricordo di aver parlato, ricordo solo quei passi simmetrici e il suo gesto di saluto mentre s'infilava su per la stretta scala per la sua camera.
Non so dire cos'ho fatto, poi. Un incontro con i soliti scagnozzi prepotenti che scortavano all'albergo l'altro, il rivale, ferito, a rifugiarsi nella suite approntata per lui.
E poi... un'ora un istante chi lo può dire? Rumori e caos e di corsa su per quella minuscola scala scavalcando tutto e tutti, a precipizio oltre lo stipite di quella porta affacciata su un dramma disordinato e sporco.
Lui. Morto ucciso massacrato. Ma soprattutto. Finito. November 05 Del sogno di quella notte, al risveglio, conservava l'immagine di un fiore, ed un colore.
November 03
Gliel'avrebbero portata via.
Erano lì, alla porta, minacciavano di fare irruzione, e gliela avrebbero portata via.
Ma che senso aveva, poi, tutta quella mobilitazione, neanche si trattasse di un boss della mafia? Erano lì, con tanto di giubbotto antiproiettili e casco di protezione, strillavano nel megafono ordini ed ultimatum... e tutto per portarle via la sua cagnolona...
Poteva avere un senso tutto questo?
Volevano portare via quel cane così affettuoso e dolce, e senza neanche dare una spiegazione, accennando appena ad un comportamento inadeguato... ma quale? Decisamente troppo affettuosa, forse, indubbiamente grossolana, ma cos'altro? Abbaia troppo? Eppure, no: solo a volte, quando i cani dei vicini abbaiano anch'essi... E allora perchè, perchè?
Al risveglio, era ancora affannata, ma si rese immediatamente conto che si era trattato solo di un sogno.
Ma perchè, allora, quella sensazione di doversi proteggere? October 31 Quella mattina, si svegliò ben prima che fosse la sveglia ad interrompere il suo sonno; rimasta a letto, le tornò in mente il sogno di quella notte.
Grazie all'iscrizione ad una community online, era riuscita a trovare ben due ingaggi per suonare con un gruppo di musicisti nuovi, e per aggiungere al suo curriculum un po' di novità. Ora, però, era il momento di salutarsi dopo appena una manciata di concerti insieme. Davanti alla schermata del computer, ferma sul sito che glieli aveva fatti conoscere, stava per salutarli.
Le tornò in mente una serata in piscina, tempo prima. Le tornarono in mente alcune istantanee veloci: i suoi amici che si gettavano in piscina uno dopo l'altro vestiti, alcuni stralci di una conversazione, le note della musica, il colore delle foglie, il rumore dell'acqua, le risate, l'armonia...
Ma lei ora era lì, con il dito sul mouse pronto a rendere definitivo quell'arrivederci.
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