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Dame de Papier

blaze396

Virginia Bovolo

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Ognuno ha in sé inferno e paradiso (Wilde)

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Beh, a me piace regalare sorrisi, quindi ho pensato di mettere la gif nel tuo guestbook, così ogni volta che vorrai sorridere saprai dove andare. img525/4663/pinguinivh5.gif 1 saluto dal mitico BORGHETTI sssssssssssssssssssssssà
Nov. 4
gudu
Nov. 1
December 29

Comunicazione di servizio

Ho creato un blog su Splinder: lo trovate all'indirizzo http://damedepapier.splinder.com/
Penso che prima o poi deciderò di passare definitivamente là, poichè trovo che sia più personalizzabile rispetto a Msn Spaces... tuttavia, nell'attesa di una decisione, terrò il piede in due staffe contemporaneamente. Spero me lo perdoniate.
December 10

X-mas

Esprits LEGGENDA DI NATALE

Parlavi alla luna giocavi coi fiori
avevi l'età che non porta dolori
e il vento era un mago, la rugiada una dea,
nel bosco incantato di ogni tua idea
nel bosco incantato di ogni tua idea

E venne l'inverno che uccide il colore
e un Babbo Natale che parlava d'amore
e d'oro e d'argento splendevano i doni
ma gli occhi eran freddi e non erano buoni
ma gli occhi eran freddi e non erano buoni

Coprì le tue spalle d'argento e di lana
di pelle e smeraldi intrecciò una collana
e mentre incantata lo stavi a guardare
dai piedi ai capelli ti volle baciare
dai piedi ai capelli ti volle baciare

E adesso che gli altri ti chiamano dea
l'incanto è svanito da ogni tua idea
ma ancora alla luna vorresti narrare
la storia d'un fiore appassito a Natale
la storia d'un fiore appassito a Natale

Testo: F.De Andrè (ispirato a “Le Père Noël e la petite fille” di G.Brassens)

Immagine: Aziliz

November 29

Sensación

Amarezza.
Ma detto lentamente
e senza fine, con un'onda sempre
nuova, come d'un fiume
senza sorgente e senza margini.
Amarezza.

Juan Ramon Jiménez

November 22

Meme

Gota De Lluvia mi ha invitata (o... sfidata?) a partecipare ad un meme...
La prima cosa che mi sono chiesta - ovviamente - è stata "Che sarà mai sto 'meme'?". Per fortuna, non s'è dimenticata di inserire un link che rimandasse al suo personale Meme, cosa che ha reso tutto molto più semplice!
"Un meme è una confessione in piena regola. Ogni blogger invitato al meme non può sottrarsi, pena l'anatema.
Bisogna rispondere alle domande sul proprio blog e poi propagare a vostra volta il meme presso i vostri contatti...”
Le domande cui rispondere sono:

1. Perché sono un blogger e come è nato tutto?

2. Qual è l'intervento di cui mi vergogno?

3. Qual è invece quello di cui vado fiero?

La prima cosa che salta all'occhio è l'inevitabilità della cosa, insomma, chi vorrebbe essere punito con L'anatema? Timidezza o riservatezza fatevi da parte: qui c'è una confessione in atto! E dunque:

1. Perchè sono una blogger e come è nato tutto?

La prima è la domanda che mi mette più in crisi. Il perchè è piuttosto ovvio, suppongo... e cioè: non lo so. Nel senso: non so cosa rispondere. Per caso, suppongo sia una risposta vaga e poco accettabile, quasi un velo dietro il quale nascondersi. Diciamo allora: per una serie di "sfortunati" eventi, ma neanche questo è del tutto accettabile; meglio iniziare da qualche punto, però, e quindi direi che gli sfortunati eventi consistevano sostanzialmente in giornate di studio prostrata sui libri. Da questo stancante e alquanto soffocante compito, ahimè, venivo spesso distratta da quello che oserei definire un "bulimico desiderio" di evasione tecnologica; tanto più che ero tentata dall'occhieggiante voglioso schermo del pc, sui cui c'erano diapositive, certo, ma basta appena un click per ridurre ad icona una tediosa realtà ed aprirne un'altra. Ora, si sa: lo spirito è forte, ma la carne irrimediabilmente debole, e fu così che il mio flebile senso del dovere e la mia debole forza di volontà si sono lasciati fuorviare da questo interpretabile e personalizzabile mondo che è Windows Live Spaces. Sapevo vagamente che era possibile creare un proprio spazio online, ma in tutta sincerità credevo si trattasse più che altro di una specie di luogo di raduno per maniache del glitter, per voyeurs stanchi, per adolescenti confettose e quarantenni delusi e un po' morbosi. Devo in effetti dire che in molti casi di questo si tratta, purtroppo, ma nel tentativo di svagare la mia mente svogliata mi sono effettivamente imbattuta in 'spazi' che potevano davvero essere definiti tali; ed è questo che ha infiltrato il germe malsano della creatività nella mia mente: perchè non anche io? Così, non troppo convinta, un po' per gioco un po' per sfuggire ancora allo studio, ho iniziato a personalizzare questo stralcio di web fino a renderlo un "cantuccio a me fatto" (mi si perdoni la citazione!). Ebbene: questa la genesi del mio spazio; le motivazioni, poi, a volerle en cercare sarebbero molte altre, come, ad esempio, per prenderne anche soltanto una dal mucchio, il desiderio di dare sfogo ad una creatività timida e ritrosa, godendo del beneficio indicibile dell'anonimato. Oppure: la voglia di far restare qualcuno un po' stranito e fargli dire un "oh" di stupore e confusione. Chissà quale è stato il vero movente, in definitiva...

2. Qual è l'intervento di cui mi vergogno?

Beh, proprio questo, perchè non è affatto in linea con quel che sarebbe mia intenzione fare del mio blog.

3. Qual è invece l'intervento di cui vado fiera?

Ancora nessuno, ma chissà...

 

Allora, come sono andata con questo meme...?

[PS. Chiedo scusa, è più forte di me, ma quando scrivo Meme non riesco a non farmi venire in mente "Cent'anni di solitudine"...]

November 11

In morte di un amico.

Era stata un'esibizione magistrale, per dirla in una parola.
Erano rimasti tutti stupefatti a bocca aperta di fronte ai virtuosismi incredibili di quell'uomo pesante e ricurvo, tutti allibiti davanti a quelle note meravigliosamente giuste e perfette, eppure prodotte da quel rimasuglio di strumento, da quell'oggetto così consumato da essere a malapena riconoscibile.
Eppure.
Ma io lo sapevo.
Io, che ero lì solo per lui.
Per assistere ancora una volta al miracolo di quell'uomo consunto sulla sua seggiola tarlata, che con appena un goccio di fiato è in grado di prenderti per mano e travolgerti di sensazioni e suoni e brividi e luce e eternità istanti immagini sorrisi forme tatto e turbine, soprattutto turbine...
 
Non era una gara, non lo era; ma tutti gli altri artisti, con i loro strumenti di ottone lucido dentro quelle custiodie blindate, con il loro impeccabile frac e quel fiore fresco all'occhiello, tutti loro, già dal primo sospiro di nota, si erano resi conto, con lucidità ineguagliabile, che quell'uomo scolorito stava facendo qualcosa di diverso dal suonare.
 
Non molto più tardi, camminavo al suo fianco su per quella stradina in salita che lo avrebbe riportato alla locanda. Non ricordo di aver parlato, ricordo solo quei passi simmetrici e il suo gesto di saluto mentre s'infilava su per la stretta scala per la sua camera.
Non so dire cos'ho fatto, poi. Un incontro con i soliti scagnozzi prepotenti che scortavano all'albergo l'altro, il rivale, ferito, a rifugiarsi nella suite approntata per lui.
E poi... un'ora un istante chi lo può dire? Rumori e caos e di corsa su per quella minuscola scala scavalcando tutto e tutti, a precipizio oltre lo stipite di quella porta affacciata su un dramma disordinato e sporco.
 
Lui. Morto ucciso massacrato. Ma soprattutto. Finito.
 
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